È una domanda banale, ma ce la poniamo in tanti nelle stazioni, negli aeroporti o nei centri commerciali. C'è sempre un momento in cui si sale su una scala mobile e ci si appoggia al corrimano, uno dei movimenti più naturali. Come è altrettanto naturale - dopo qualche secondo - alzare mano o gomito per impedire la cosiddetta "fuga in avanti". Perché nel frattempo i piedi sono ben piantati sui gradini e sembrano restare indietro. La domanda è molto più seria di quanto sembri: perché il corrimano delle scale mobili va quasi sempre spesso un po’ più veloce dei gradini?
La risposta breve è, non dovrebbe andare molto più veloce. Dovrebbe andare quasi uguale. Ma quel “quasi” è il regno meraviglioso in cui si incontrano sicurezza, gomma, attrito, manutenzione e una certa prudenza ingegneristica. Partiamo dalla spiegazione più popolare, quella che gira da anni: il corrimano compie un percorso più lungo dei gradini, quindi deve correre di più per chiudere il giro nello stesso tempo. Smentiamo subito, non è il vero motivo. Due nastri trasportatori possono avere lunghezze diverse e muoversi comunque alla stessa velocità lineare: semplicemente, quello più lungo impiegherà più tempo a completare un giro intero. A noi passeggeri non interessa quanto ci mette un punto del corrimano a tornare al punto di partenza; interessa quanto velocemente passa sotto la nostra mano rispetto al gradino sotto i piedi.








