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È facile accorgersene ogni volta che si appoggia una mano sui corrimani delle scale mobili. Il nastro di gomma nera non si muove quasi mai alla stessa velocità dei gradini e basta qualche secondo per osservare la propria mano che inizia ad allontanarsi. Ma perché il corrimano non va quasi mai alla stessa velocità della scala mobile?

Circa 130 anni fa Jesse W. Reno, considerato l’inventore della scala mobile, si era già posto il problema di come le persone potessero mantenere l’equilibrio sulla sua invenzione ed ebbe l’idea di aggiungere un corrimano mobile. Era il 1896 e la prima scala mobile, che era essenzialmente un nastro trasportatore inclinato di 25 gradi senza gradini, fu esposta nel parco divertimenti di Coney Island (New York), riscuotendo molto successo. Il corrimano consentiva alle persone di aggrapparsi a qualcosa, vista la difficoltà nel mantenersi in equilibrio su un piano inclinato di quel tipo. Circa quattro anni dopo la prima scala mobile, più simile a come la intendiamo oggi, fu presentata all’Esposizione Universale di Parigi.

A distanza di oltre un secolo il funzionamento di base delle scale mobili è rimasto invariato, ma nel tempo sono stati aggiunti molti accorgimenti per rendere il sistema più pratico, sicuro ed efficiente dal punto di vista del consumo energetico.