Budapest, un anno dopo. Non c'è più la paura e la tensione dello scorso anno nelle strade della capitale ungherese che è tornata a celebrare il Budapest Pride in una torrida giornata.

Al corteo, secondo gli organizzatori, hanno partecipato fino a 25mila persone, malgrado il caldo estremo arrivato a circa 37-38 gradi. Nella nuova era post-orbaniana, la polizia ha autorizzato la marcia, al contrario dello scorso anno quando ha imposto un divieto su sollecitazione del governo sovranista di Viktor Orban. Una misura senza precedenti che vide la disobbedienza del sindaco progressista della capitale, Gergely Karacsony, e la solidarietà di tutta Europa accorsa a Budapest per sfidare i diktat governativi. Il risultato fu una mobilitazione di massa, con oltre 300mila partecipanti, che forse contribuì a un cambiamento nell'opinione pubblica fino alla svolta nelle elezioni di aprile. "Tutti hanno il diritto di raduno che noi garantiamo", ha detto quest'anno il primo ministro Peter Magyar. Ma nessun esponente del nuovo governo e del partito del premier Tisza - che resta di estrazione orbaniana e conservatrice anche se con molti esponenti tecnici, indipendenti e figure della società civile - era presente al corteo.