sabato 27 giugno 20261' di letturaParcheggiare troppo vicino ad un’altra auto, impedendone l’uscita o l’apertura delle portiere, non è solo un gesto di maleducazione: può configurare un illecito vero e proprio. Molti automobilisti vivono quotidianamente situazioni frustranti con veicoli “incollati” paraurti contro paraurti o fiancata contro fiancata, ma pochi sanno che questo comportamento ha conseguenze legali precise.L’articolo 158, comma 2, lettera b) del Codice della Strada vieta espressamente di sostare in modo da impedire l’accesso o lo spostamento di un altro veicolo regolarmente parcheggiato.La norma vale sia nei parcheggi in parallelo (dove si blocca l’uscita), sia in quelli a pettine o a spina di pesce (dove si impedisce l’apertura delle portiere). La sanzione amministrativa va da 42 a 173 euro e, nei casi più gravi, può scattare la rimozione forzata del veicolo da parte della Polizia Locale.Ma le conseguenze possono essere ben più pesanti.Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione, bloccare intenzionalmente un’auto può integrare il reato di violenza privata (art. 610 del Codice Penale), punibile con la reclusione fino a 4 anni. L’automobile viene considerata un “mezzo improprio” per privare una persona della libertà di movimento. Non serve un blocco prolungato: basta un tempo sufficiente a causare un danno concreto (ritardo al lavoro, perdita di un appuntamento, ecc.).Per tutelarsi, chi resta bloccato deve documentare tutto con foto chiare (targhe e posizione dei veicoli) e, se possibile, raccogliere testimonianze. Solo a quel punto è consigliabile chiamare la Polizia Locale o sporgere querela. L’inciviltà stradale non è solo fastidiosa: può costare cara.