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Cristina Ravanelli

Dall'intuizione dell'oncologo Franco Pannuti sono passati quasi 50 anni. Oggi la Fondazione guidata dalla figlia cura ogni giorni gratuitamente 3mila malati in tutta Italia. Il premio Marisa Bellisario ne riconosce l'impegno

«Quando mio padre decise di portare la cura nelle case dei pazienti, nonostante tutti gli dicessero che i malati si curano in ospedale, fu una vera rivoluzione». Raffaella Pannuti custodisce e porta avanti una storia che dura da quasi cinquant'anni: quella dell'«ospedale senza muri più grande d'Italia». Tutto inizia nel 1978, quando suo padre, l'oncologo Franco Pannuti, primario del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna, insieme a una decina di volontari fonda la Fondazione ANT. Oggi è la più grande realtà non profit italiana impegnata nell'assistenza socio-sanitaria domiciliare gratuita ai pazienti oncologici.

Il premio Raffaella Pannuti, presidente della Fondazione dal 2011, è stata insignita della Mela d'Oro nella categoria Sanità, il prestigioso riconoscimento assegnato ogni anno dalla Fondazione Marisa Bellisario alle donne che si sono distinte nei diversi ambiti professionali (la premiazione va in onda il 27 giugno su Rai Uno, ndr). «Ricevere un premio così importante ed essere accolte al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella è stata una grande emozione. Ma soprattutto è un riconoscimento per tutte le persone che lavorano nella Fondazione e che ogni giorno portano avanti con me il progetto iniziato da mio padre», racconta.