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Dimitri Canello

Temperature mai cosi elevate da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1956. E ora scatta l'allerta temporali: «L'energia accumulata in atmosfera è enorme e questo potrebbe favorire fenomeni anche molto violenti»

Quella appena trascorsa è entrata nella storia della meteorologia altoatesina: a Bolzano è stata registrata la notte di giugno più calda da quando sono iniziate le rilevazioni, nel 1956. La temperatura minima non è infatti mai scesa sotto i 25,4 gradi, frantumando il precedente primato di 24,2 gradi registrato il 29 giugno 2005. Un dato che fotografa con estrema chiarezza la portata dell'ondata di calore che sta investendo l'Europa e che, proprio in queste ore, raggiunge il suo apice anche nel Nord Italia.

«Aumenterà l'umidità»A certificare il nuovo record è il meteorologo provinciale Dieter Peterlin, che invita però a non considerare conclusa la fase più critica. «Abbiamo toccato la temperatura notturna più alta dal 1956 – spiega – ma potrebbe non essere finita qui. Le notti di sabato, domenica e lunedì potrebbero risultare addirittura peggiori perché, rispetto ai giorni scorsi, aumenterà sensibilmente il tasso di umidità. Sarà proprio questo elemento a rendere il caldo ancora più difficile da sopportare, soprattutto nelle ore notturne». Secondo Peterlin, infatti, il vero problema non è rappresentato solo dalle massime elevate, ma soprattutto dall'assenza di un raffrescamento notturno. «Chi non dispone di un climatizzatore farà molta fatica a riposare. Quando le temperature rimangono così alte anche durante la notte il corpo non riesce a recuperare e viene sottoposto a uno stress molto importante».