Israele e Libano si riconoscono reciprocamente e avviano un processo per chiudere lo stato di guerra: ritiro progressivo israeliano e disarmo dei gruppi armati non statali. L’intesa segna una svolta politica profonda, ma restano incognite su tempistiche, ritorno dei profughi e reale attuazione, con Hezbollah e gli equilibri regionali al centro delle tensioni

Israele e Libano si riconoscono come Stati sovrani nei confini internazionali, intendono archiviare lo stato di guerra, dichiarano di voler vivere in pace. Vediamo le dichiarazioni di principio più impegnative:

1) “Israele e il Libano ribadiscono il diritto di ciascuno Stato di esistere in pace, nonché la loro reciproca volontà di vivere in sicurezza come due Stati sovrani e confinanti”. […]

2) “Il governo di Israele e il governo del Libano avviano un processo reciproco e progressivo, in base a condizioni chiare, che consenta alle Forze Armate libanesi di ripristinare l’effettiva autorità dello Stato sull’intero territorio libanese, previa verifica del disarmo dei gruppi armati non statali e dello smantellamento delle relative infrastrutture, il che consentirà alle forze israeliane di ritirarsi progressivamente dal territorio libanese”. […]