Niente misteri, insabbiamenti o complotti. La morte della diva è stato un suicidio, tutto documentato nel film Coroner to the Stars. Il medico legale che eseguì l'autopsia dopo la morte di Marilyn Monroe ha difeso la sua decisione di classificare il decesso come "probabile suicidio". L'attrice morì nella sua casa di Brentwood nell'agosto del 1962 all'età di 36 anni, e il rapporto tossicologico indicò come causa della morte un'intossicazione acuta da barbiturici. L'ipotesi di un'overdose accidentale fu esclusa, poiché i dosaggi rilevati nel suo organismo superavano di diverse volte la soglia letale.
In un nuovo documentario intitolato Coroner to the Stars, Thomas Noguchi afferma che occuparsi del caso della morte della Marilyn Monroe fu "un incarico impegnativo". Il medico, oggi 99enne, ha raccontato di essersi avvalso, oltre che della propria indagine, anche della consulenza di esperti di suicidi per giungere a una "conclusione più scientifica", che tenesse conto delle relazioni mediche riguardanti la depressione cronica e i drastici sbalzi d'umore dell'attrice. Negli anni successivi alla morte di Marilyn Monroe sono emerse teorie complottiste secondo cui la Monroe sarebbe stata uccisa da agenti dell'Fbi o della Cia per insabbiare la sua presunta relazione con il senatore Robert F. Kennedy. Oltre alle voci di un legame sentimentale con l'allora presidente,John F. Kennedy, per cui nel maggio 1962 al Madison Square Garden di New York cantò Happy Birthday, Mr. President.








