Ribaltamenti di fronte, agonismo ed emozioni fino all'ultimo. Mentre per le vie di Seattle sfila l'orgoglio LGBTQ+, allo stadio si gioca quello che è stato ribattezzato il 'Pride match' tra Egitto e Iran che danno vita ad una partita dai mille volti che finisce in parità 1-1 scatenando alla fine la gioia di Salah e compagni che conquistano una storica qualificazione ai sedicesimi dei Mondiali di calcio (prima volta nella fase a eliminazione diretta della Coppa del Mondo) dove affronteranno l'Australia.

I Faraoni sono secondi nel girone G dietro al Belgio (vincente per 5-1 contro la Nuova Zelanda e primo per differenza reti), mentre per l'Iran resta la speranza di restare in corsa per entrare tra le otto migliori terze del torneo iridato. Quanto alla partita sul campo di Seattle, preceduta da una infinita serie di polemiche da parte di due federazioni che rappresentano Paesi in cui l'omosessualità è ancora reato (avrebbero voluto proibire anche le bandiere arcobaleno all'interno del Lumen Field), l'Egitto ha iniziato alla grande grazie al gol di Mahmoud Saber da distanza ravvicinata, dopo che Alireza Beiranvand era riuscito solo a respingere il tiro deviato di Mohamed Salah.

Subito dopo l'Iran ha avuto un'occasione d'oro per pareggiare, quando Mehdi Taremi ha ottenuto un rigore dopo essere stato atterrato da Mohamed Abdelmonem, ma Mostafa Shobeir ha parato il suo tiro dal dischetto. Poi lo stesso Shobeir ha compiuto una parata ancora più spettacolare per impedire a Milad Mohammadi di insaccare nell'angolo basso, ma Ramin Rezaeian è stato il più veloce a reagire sul pallone vagante e a firmare l'1-1.