Il cinque per mille non misura soltanto la raccolta fondi, ma anche la capacità delle organizzazioni di costruire consenso e partecipazione. Accanto ai grandi beneficiari, oltre 11 mila enti non hanno ricevuto alcuna preferenza. Un segnale che richiama il Terzo settore a rafforzare il rapporto con cittadini e territori, trasformando una scelta fiscale in un’occasione di cittadinanza attiva
Di recente, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’elenco completo dei soggetti che hanno beneficiato delle donazioni dei cittadini attraverso lo strumento del 5 per mille.
Si tratta di uno strumento piuttosto noto, ma che è sempre utile introdurre: si tratta di una quota (vale a dire lo 0,05%) dei versamenti Irpef da parte dei cittadini.
In pratica, una parte del contributo non entra a far parte del flusso erariale, ma viene distribuita in modo automatico o, su richiesta del cittadino-contribuente, a specifiche organizzazioni.
Un modo per supportare organizzazioni verso le quali si ha una particolare affezione o che si intende premiare, senza per questo sostenere ulteriori costi.






