Dal 15 giugno e fino al 31 ottobre i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps possono presentare la domanda per l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (Iscro) per il 2026 (messaggio 1987/2026).
L’indennità è un aiuto economico riconosciuto se, nell’anno precedente la richiesta, il reddito da lavoro è stato inferiore al 70% rispetto alla media dei due ulteriori anni precedenti: quindi, per quest’anno, si prende a riferimento il reddito del 2025 rispetto alla media di quelli del 2023-24. Inoltre, l’ultimo reddito non deve essere stato superiore a 12.649,18 euro (importo che si rivaluta ogni anno). Tutti i redditi richiesti ai fini della domanda devono essere autocertificati dal richiedente.
Oltre al requisito reddituale devono sussistere una serie di condizioni, dettagliate nella circolare Inps 84/2024: essere titolari di partita Iva attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale; essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria; non essere titolari di trattamento pensionistico diretto (incluso l’Ape sociale) e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie - è compatibile con l’assegno di invalidità; non essere beneficiari di assegno di inclusione. Con il messaggio 1129/2026, Inps ha chiarito che l’assenza di iscrizione formale alla gestione separata non blocca la domanda, se i contributi sono stati versati regolarmente. Tuttavia, il richiedente dovrà comunque formalizzare l’iscrizione. L’Iscro viene erogata per sei mensilità, il cui importo è collegato ai redditi degli anni precedenti, comunque entro un minimo e un massimo che vengono rivalutati nel corso del tempo. Per il 2026 la forchetta è tra 255,53 e 817,69 euro.






