Da oggi, 15 giugno 2026, è nuovamente possibile presentare la domanda per ottenere l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO), la misura di sostegno economico rivolta ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata che si trovano in una situazione di calo del reddito.
Anche per il 2026 - come spiega l'Inps nel messaggio numero 1987 del 15-06-2026 - la richiesta dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica entro il termine del 31 ottobre. Domande ISCRO 2026: modalità di presentazione Gli interessati possono accedere al servizio tramite il sito istituzionale dell’Inps, entrando nella sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” e selezionando successivamente la voce “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (Iscro)”.L’accesso è consentito tramite una delle seguenti identità digitali: SPID di livello 2 o superiore; Carta di Identità Elettronica (CIE) di livello 3; Carta Nazionale dei Servizi (CNS); sistema di autenticazione europeo eIDAS. La domanda può essere presentata anche tramite il Contact Center Multicanale INPS, chiamando il numero verde 803 164 da rete fissa oppure il numero 06 164164 da rete mobile.Chi può richiedere l’ISCRO nel 2026 L’indennità è destinata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata Inps che rispettano i requisiti previsti dalla normativa vigente, tra cui quelli relativi alla riduzione del reddito e alla continuità dell’attività professionale.La legge prevede però un limite temporale: l’Iscro non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno in cui si è iniziata a percepire la prestazione. Di conseguenza, non possono presentare domanda per il 2026 coloro che hanno già beneficiato dell’ISCRO negli anni 2024 o 2025. Le eventuali richieste presentate in questi casi saranno respinte dall’INPS.Lo stesso principio vale anche per chi è decaduto dal diritto all’indennità: anche se non ha percepito tutte le sei mensilità previste, non potrà accedere nuovamente alla misura nel biennio successivo all’anno di decorrenza della prestazione decaduta.Possibilità di accesso per chi non ha beneficiato della misura Potranno invece presentare domanda per l’ISCRO 2026: coloro che non hanno richiesto la prestazione negli anni 2024 e 2025; coloro che hanno presentato domanda nelle precedenti annualità ma non hanno ottenuto il beneficio perché la richiesta è stata respinta; coloro ai quali la prestazione è stata revocata dall’origine. Autocertificazione dei redditi e requisiti contributivi Per la domanda relativa al 2026, il lavoratore dovrà autocertificare i redditi prodotti negli anni rilevanti ai fini della verifica dei requisiti reddituali previsti dalla legge.Un chiarimento dell'Inps riguarda anche l’iscrizione alla Gestione separata: la mancata formalizzazione dell’iscrizione non impedisce la liquidazione dell’Iscro qualora il lavoratore abbia comunque effettuato il versamento dei contributi dovuti alla Gestione. Resta tuttavia necessario regolarizzare l’adempimento dell’iscrizione.Redditi e nuovi importi Per le domande presentate nel 2026 il reddito da prendere a riferimento – ossia quello dichiarato nell’anno precedente – sale a 12.749,18 euro, contro i 12.648,00 euro validi per il 2025.Parallelamente, vengono aggiornati anche gli importi dell’indennità mensile. Nel 2026 l’Iscro non può essere inferiore a 255,53 euro e non può superare 817,69 euro. Nel 2025, invece, i limiti erano fissati rispettivamente a 252,00 euro e 806,40 euro. Ciò significa che il valore minimo cresce di 3,53 euro, mentre il tetto massimo aumenta di 11,29 euro.













