di Enrico Mattia Del Punta

"La fotografia del quartiere è cambiata: prima c’era una prevalenza di comunità cinese, filippina ed ecuadoriana; ora di pakistani, bengalesi e qualche tunisino, con rischi di radicalizzazione religiosa. Si iniziano a vedere anche donne con il burqa".

Comincia così il ragionamento della presidente del comitato di quartiere Le Stazioni, Sandra Capuzzi, che dopo la lettera-sfogo di una residente a cui è stata rubata l’auto in viale Bonaini, inviata a La Nazione, a una riflessione più ampia sul quartiere della stazione, da anni alle prese con microcriminalità e spaccio.

Afferma che è cambiata la composizione sociale della zona. In che senso?

"Ci sono famiglie e situazioni che vanno intercettate e ascoltate. Se non lo si fa, alla lunga possono diventare un rischio. Ci sono anche punte di radicalizzazione che, se non vengono intercettate, possono diventare un rischio. Il dialogo con queste comunità è determinante per capire le trasformazioni e isolare chi delinque".