Promessa mantenuta. Nulla avrebbe impedito a mamma Michela di rendere la festa di compleanno di suo figlio memorabile, nemmeno quel “boicottaggio silenzioso” di cui la donna di Lucera parlava qualche settimana fa. Il bimbo di sette anni, con una neurodivergenza, aspettava da settimane di spegnere le candeline circondato dai suoi compagni di classe ma alla vigilia della festa, alla mamma è stato comunicato che su 22 invitati se ne sarebbero presentati solo cinque.

La comunità di Lucera, però, non si è tirata indietro, anzi: alla festa di compleanno del piccolo hanno voluto partecipare il sindaco, Giuseppe Pitta, ma anche gli agenti della polizia di stato, della polizia locale e i carabinieri.

“Il sorriso di un bambino è un bene prezioso - ha detto mamma Michela - una comunità meravigliosa si è unita per proteggerlo e farlo splendere più forte che mai. Grazie di cuore a tutti voi per aver reso i sette anni di mio figlio un ricordo indelebile che porteremo per sempre nel cuore”.

La donna ha però precisato di essere rammaricata per i commenti di rabbia contro i genitori dei compagni di classe del bimbo: “Non era questo ciò che volevo - dice - e non è mai stata mia intenzione incolpare o puntare il dito contro qualcuno. Il mio unico obiettivo è sempre stato quello di sensibilizzare l'intera comunità su un tema che mi sta a cuore da una vita. Mi batto per l'inclusione da sempre: lo facevo ancor prima di avere un figlio e molto prima di conoscere la sua diagnosi. Per me l'inclusione è un valore universale, non una battaglia personale”