Le autorità americane hanno allargato lo spettro del divieto sulle apparecchiature elettroniche per la videosorveglianza dei luoghi governativi di fabbricazione cinese. E che non possono essere vendute sul mercato statunitense
Altra stretta, altro giro di vite. Gli Stati Uniti continuano a mandare segnali alla Cina. D’altronde, è Pechino che continua a distorcere i mercati globali a suon di prodotti a basso costo. La Commissione federale per le comunicazioni ha deciso nella notte italiana di vietare l’importazione di apparecchiature elettroniche dal Dragone. La mossa estende il divieto imposto dalla Fcc nel 2022 sui nuovi modelli di apparecchiature di telecomunicazione e videosorveglianza prodotte da Huawei, Zte, Hytera e Hikvision. Il divieto ora include anche i vecchi modelli, non solo quelli progettati a partire dalla fine del 2022, di apparecchiature utilizzate per la sicurezza pubblica, la protezione delle strutture governative, la sorveglianza della sicurezza fisica delle infrastrutture critiche e altri scopi di sicurezza nazionale.
La stessa autorità americana ha dichiarato che il provvedimento “è necessario per proteggere la sicurezza nazionale mitigando i rischi per il settore delle comunicazioni statunitense”, pur chiarendo come agli americani verrà consentito di continuare a utilizzare le apparecchiature già in loro possesso. Il blitz delle autorità americane segue quello di pochi giorni fa e tutto nel segno di una serie di azioni contro la tecnologia cinese, tra cui il divieto di importazione di tutti i nuovi modelli di droni cinesi a dicembre. A marzo ha vietato l’importazione di nuovi modelli di router per uso domestico di fabbricazione cinese, ovvero i dispositivi che collegano computer, telefoni e dispositivi intelligenti a Internet.









