Gli aiuti arrivano ai gazawi. Ma non a Gaza. Dopo nove mesi di blocchi e trattative, Music for Peace ha iniziato a distribuire 240 tonnellate tra quelle raccolte a Genova nell’agosto 2025 per la Flotilla: 9.000 pacchi famiglia ai palestinesi sfollati dalla Striscia e ospitati nei campi tra Giordania e Cisgiordania. Il corridoio verso Gaza resta chiuso; in Cisgiordania l’espulsione dei palestinesi dalle proprie terre procede tra aggressioni dei coloni, demolizioni e restrizioni.

“La notizia buona è che gli aiuti bloccati da mesi in Giordania, con fatica, si sono sbloccati”, dice a ilfattoquotidiano.it Valentina Gallo, di Music for Peace.

Tra il 25 e il 30 agosto 2025 a Genova erano state raccolte oltre 400 tonnellate in cinque giorni. Di quel materiale, 180 tonnellate erano già state distribuite in Sudan, 50 in Italia. Le 240 rimaste erano il carico della cosiddetta Flotilla di terra: il convoglio che avrebbe dovuto raggiungere Gaza via Giordania mentre le barche provavano a forzare il blocco dal mare.

Gallo ricostruisce così il tentativo di seguire la via ufficiale: “Dopo l’ammonimento della premier, che gridava che bastavano un paio di telefonate, abbiamo deciso di seguire il canale istituzionale“. Nove mesi dopo, dice, “quel corridoio umanitario, lo stesso che dovrebbe fare entrare gli aiuti di Food for Gaza, non funziona“. I pacchi vengono adesso consegnati a mano dagli operatori dell’organizzazione genovese alle persone sfollate, dopo una trattativa per ottenere che il contenuto non venga controllato e una parte di esso trattenuto come è stato denunciato in precedenza dall’associazione.