Dieci mesi fa diventavano il simbolo stesso della mobilitazione per la causa palestinese e della solidarietà dei genovesi, oggi arrivano finalmente a destinazione nelle mani dei civili palestinesi ma insieme testimoniano la sconfitta della comunità internazionale a Gaza.

Le 240 tonnellate di aiuti umanitari raccolte la scorsa estate da Music for Peace, nella Genova diventata epicentro delle proteste contro il genocidio in Palestina e porto di partenza della prima Flotilla diretta verso le coste gazawe, sono «in fase di distribuzione».

A farlo sapere gli stessi operatori dell’organizzazione umanitaria, che oggi hanno illustrato il piano di distribuzione dei primi 9mila pacchi famiglia a Palazzo Tursi, nel salone di rappresentanza del Comune di Genova, insieme a due sostenitori illustri della raccolta di un anno fa, la sindaca Silvia Salis e l’arcivescovo della città Marco Tasca, con loro anche il capogruppo in Senato del M5s Luca Pirondini.

I beni di prima necessità partiti da Genova e rimasti bloccati per mesi ad Amman, in Giordania, sono arrivati agli sfollati ospitati nei campi profughi al confine con la Cisgiordania, ma non potranno andare oltre: «a Gaza si continua a non poter entrare – si fa capire in Mfp – e questo rimane un fallimento collettivo».