di
Rinaldo Frignani
Lutto in Bangladesh per l'omicidio di Kamal Uddin e della sua famiglia a Roma. Sjraiul Islam: «Mio figlio era una bravissima persona. La polizia deve trovare chi è stato»
«Mio figlio Kamal era una bravissima persona. Devono prendere chi è stato, la nostra famiglia vuole giustizia». Così in Banglash Sirajul Islam che vive nel distretto numero 5 nella frazione di Noakhali, a Charkankara, nel sotto distretto di Companiganj. È il padre del 39enne ucciso l'altra sera a Casalotti insieme con la moglie Jahan (38)e la figlia Arowa, di otto anni. L'altro figlio ventenne, Amir, è invece ricoverato in ospedale. Nel Paese d'origine della famiglia sterminata sono state organizzate cerimonie funebri in casa delle vittime dove sono accorsi parenti e amici.
«Kamal - racconta chi conosceva l'impiegato del supermercato assassinato a Roma con moglie e figlia - era un lavoratore, un uomo buono. Ogni tanto tornava qui a casa ma era anche coinvolto iniziative sociali. Quello che è successo ci ha distrutto».











