A livello globale, un miliardo di persone in più rispetto agli anni Settanta si trova oggi esposto a picchi di caldo estremo e pericoloso per la salute. È questa la conclusione principale e più allarmante dello studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, che fotografa un pianeta in cui lo stress termico non è più un’eccezione estiva, ma una nuova e opprimente normalità. In questo scenario, l’Italia si scopre in prima linea: nel nostro Paese subiamo fino a 40 giorni in più di stress da calore all’anno rispetto a cinquant’anni fa. In pratica, l’atmosfera ci ha rifilato un mese e mezzo extra di afa soffocante e notti insonni.

La ricerca, guidata da Rebecca Emerton del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), ha analizzato gli ultimi sessant’anni di dati. La vera novità sta nel fatto che gli scienziati non hanno guardato solo i termometri, ma hanno calcolato la temperatura percepita dal corpo umano (tramite l’Universal Thermal Climate Index), che unisce calore reale, vento e umidità. “Lo stress da calore non è semplicemente una questione di temperature elevate”, spiegano gli autori dello studio. “È la combinazione di caldo e umidità che mette a dura prova il corpo umano, impedendo al nostro sistema di termoregolazione naturale – il sudore – di evaporare e raffreddarci”, aggiungono. Ed è proprio questo mix micidiale ad aver fatto impennare i dati in Italia, Spagna e Grecia, dove lo “stress termico forte” (pari o superiore a una percezione di 32 °C) ha ormai ridisegnato il calendario.