di
Pasquale Caputi
Durante la cerimonia è stata scoperta una targa. Il sindaco Leccese ricorda: «Con i suoi valori ha fatto vibrare questa città»
L’ultimo giro di campo dello zar. In un San Nicola colmo di passione, è andato in scena l’atto finale di un amore viscerale, eterno, reciproco. Quello tra Igor Protti e i suoi tifosi. Le ceneri dell’attaccante che ha segnato un’epoca, regalando emozioni a una piazza cui era legatissimo, sono giunte allo stadio. Forse meno persone del previsto, tra 5 mila e 10 mila in un settore, la tribuna est, che poteva contenerne 17 mila. Poco male, quasi un dettaglio, in una serata in cui ciò che contavano erano le dimensioni del cuore.
L’evento ha avuto inizio alle 19.45, ma già prima, alle 18.30 c’era stato un altro momento altamente simbolico. Una cerimonia più intima, alla presenza dei familiari, in cui il sindaco del capoluogo, Vito Leccese, ha scoperto le targhe della curva nord per la sua intitolazione a Igor Protti. «Da oggi in poi, ancora di più, chi varcherà questa soglia raccoglierà i valori di Igor - ha detto Leccese -, ha fatto vibrare questa città con i suoi valori. Intitolargli lo stadio? Il nome dell’impianto, dedicato a San Nicola, è stato frutto di un’importante partecipazione popolare prima dell’inaugurazione. C’erano diversi nomi in ballo e la popolazione ha scelto San Nicola, simbolo identitario della città. La curva nord è la zona dello stadio in cui si è creato quel legame indissolubile tra la tifoseria e il campione sportivo, valori che poi hanno contaminato la comunità cittadina».La serata, condotta dal giornalista Michele Salomone, che ha scritto anche la sua biografia «Bari ti amo! Parola di zar», ha visto la partecipazione di numerosi amici di Protti. «É una serata che resterà per sempre nella mente dei tifosi», ha esordito Salomone, che ha ribadito anche ieri un concetto espresso a più riprese, ovvero che l’eccellenza dell’uomo Protti prevale anche sulla classe del calciatore. Presenti Sabino Bartoli, autore dell’inno dei «galletti», che per l’occasione ha cantato davanti alla gente, e molti ex compagni di squadra e amici di Igor, immortalati peraltro in alcuni contributi video che hanno avuto il senso e il sentimento di un salto indietro nel tempo. C’era il gemello del gol Sandro Tovalieri, ben più di un compagno di squadra, c’erano Alberto Fontana, Angelo Alessio, Carmine Gautieri, Giovanni Loseto, Antonio Di Gennaro, Michele Andrisani. C’erano gli ultras, ai quali è stato anche dedicato un momento speciale e che, dal canto loro, hanno chiesto di erigere una statua per il loro beniamino.










