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Approda al responso di primo grado il processo scaturito dalla tragedia sulla strada costata la vita alla motociclista Milena Visalli, da tutti conosciuta come “Selvaggia”. La giudice del Tribunale Concetta Maccarrone ha inflitto all’automobilista messinese Giuseppa Dell’Acqua due anni, pena sospesa. La pubblica accusa, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna a due anni e otto mesi per la 76enne, difesa dagli avvocati Salvatore Silvestro e Vincenzo La Cava. Disposto anche il risarcimento alle parti civili costituite, assistite dall’avvocato Pietro Luccisano, tra cui la mamma di Milena, la signora Marilena De Stefano, che continua a ricordare la figlia con tante belle iniziative. Inoltre, riconosciuta la responsabilità civile dell’Allianz, difesa dall’avvocato Luigi Ragno (presente nell’aula di Palazzo Piacentini il collega Silvio Pellicane).
La ricostruzione di quanto accaduto il 12 giugno 2020, sulla litoranea nord, a Pace, è contenuta nel capo d’imputazione di omicidio colposo del quale è stata dichiarata responsabile Dell’Acqua. Accusata della «violazione di norme che regolano la circolazione stradale», dal momento che, alla guida di una Fiat 600, «dalla posizione di sosta adiacente il marciapiede lato monte della via Consolare Pompea, si era immessa nel flusso della circolazione» e, «nonostante la presenza della doppia striscia longitudinale continua, effettuò una manovra di svolta a sinistra, invertendo il senso di marcia, spostandosi verso il lato mare, per proseguire in direzione sud-nord». Quindi, entrò in collisione con la moto Honda 1100 Adventure condotta da Milena Visalli, che procedeva in direzione Palermo. Violentissimo l’impatto, fatale alla trentaquattrenne, morta sul colpo a causa di lesioni plurime, con conseguente arresto cardiaco per shock traumatico-emorragico.









