A un anno dalle elezioni politiche nazionali, Libertà è Democrazia prova a ritagliarsi uno spazio nel centrodestra partendo dal basso. Il coordinatore nazionale Giancarlo Affatato spiega la linea del nuovo soggetto politico moderato, d’ispirazione cattolica ma laico: mettere la persona al centro, lontano dai tatticismi e dai bipolarismi logori. Con i primi risultati amministrativi già in tasca — da Crotone a Cascina — e un radicamento che in Calabria passa per Cirò Marina e Castrovillari, il partito guarda alle urne del 2027 senza inseguire accordi “a tutti i costi”. La bussola resta la Dottrina Sociale della Chiesa: famiglia, lavoro, bene comune, sicurezza. E un giudizio netto sull’esperienza Occhiuto in Regione.

Dottor Affatato, lei sta portando avanti un progetto politico di natura moderata, con quali ambizioni, c’era bisogno di un altro partito?

“La mia risposta è chiaramente affermativa. Un progetto politico di natura moderata serve a rendere possibile intanto un dialogo fra le parti in causa e a spostare l’attenzione, più che sulle esigenze di ogni singolo partito o di ogni singola coalizione, sui bisogni reali delle persone. L’obiettivo principale è mettere la persona al centro, la sua dignità in ogni momento della vita, dalle origini fino al suo naturale epilogo. Dopo la fine politica della Democrazia Cristiana, in Italia non c’è più stata una formazione partitica di netta area cattolica. È vero che esistono tanti piccoli partiti, nel PD di cattolici ce ne sono tanti, ma sono pochi soggetti. Noi invece abbiamo bisogno di idee fresche. Se l’attuale Presidente del Consiglio, che stimiamo e con la quale condividiamo spesso le linee politiche, ha bisogno di un’area moderata, forte, presente, che la sostenga. Oggi il bipolarismo non esiste, di fatto. Dobbiamo tornare al dunque, a parlare di cose concrete. C’è bisogno che la gente vera, la gente con un senso civico, che ha veramente a cuore i problemi sociali del Paese, torni al centro. Oggi basta una raccomandata per mandare nel panico le persone, per paura di bollette, multe e così via. C’è chi ha difficoltà a gestire i parenti anziani in casa, o chi soffre di malattie croniche. Dobbiamo stare vicino a questa gente qua, che soffre i veri problemi sociali dell’Italia. Ecco, noi ci siamo per dare risposte concrete a tutte queste situazioni: la collocazione politica verrà dopo, quando avremo dato risposte chiare ai problemi reali della gente comune”.