Il Tar di Bologna ha detto no alla sospensione del decreto con il quale il ministero il 16 febbraio scorso aveva commissariato il conservatorio musicale Verdi tra le altre cose rimuovendo il consiglio accademico. Il decreto in tal senso, pubblicato ieri, rimanda dunque tutto all’udienza di merito della questione già fissata per inizio novembre.

La richiesta in questa fase cautelare, era stata avanzata da Andrea Berardi e Antonio Greco - si legge nel provvedimento a firma del giudice Paolo Carpentieri - in qualità di componenti del consiglio accademico. In particolare il ricorso dei due (rappresentati dall’avvocato Daniela Terracciano), è stato proposto contro il ministero di Università e Ricerca, contro il Conservatorio statale e contro il commissario Ludovico Bramanti (non si è costituito). In particolare al vaglio del giudice amministrativo c’è finita la richiesta di annullamento del decreto attraverso il quale il ministero aveva nominato il commissario affidandogli i compiti sia del direttore delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica che quelli attribuiti al consiglio accademico, di fatto rimuovendo tale organo. La richiesta di annullamento aveva coinvolto anche varie note ministeriali relative a delineate criticità richiamate nel decreto di commissariamento. La richiesta cautelare - si legge nell’ordinanza - era improntata alla sospensione del decreto ministeriale ma limitatamente alla parte nella quale si disponeva la rimozione del consiglio accademico e all’attribuzione di tali funzioni al commissario.