il 38enne ucraino Andriy Borysyak (a sinistra) colpì a morte con una chiave inglese, il 15 giugno 2024, il connazionale Roman Matvieiev di 40 anniOmicidio di via Ferrarese, depositato il ricorso in Cassazione per Andriy Borysyak, reo confesso per l’omicidio del connazionale 40enne Roman Matvieiev, ucciso a colpi di chiave inglese alla testa la sera del 15 giugno 2024 nel suo appartamento di via Ferrarese.

In primo grado era stato condannato a 15 anni di carcere in abbreviato. Pena confermata in Appello. E ora Borysyak fa ricorso in Cassazione tramite l’avvocato Giampaolo Cristofori: "Da una attenta lettura di tutti gli atti, i quali fanno emergere aspetti diversi e non valutati dai precedenti giudici – spiega il legale – spero che la Corte di Cassazione accolga il ricorso proposto dalla difesa. Vedremo a suo tempo". La questione verte su due aspetti essenziali, spiega la difesa: il primo, che trattasi di omicidio preterintenzionale e il secondo che non sono stati valutati elementi fondamentali "che vedono la vittima ancora viva quando Borysyak va via da casa. E, peraltro, emergono ferite gravi antecedenti all’aggressione".

Borysyak fu fermato il giorno dopo l’omicidio e la squadra Mobile scoprì che la vittima aveva avuto un rapporto extraconiugale con la moglie dell’assassino. Dai tabulati del telefono della vittima e dalle immagini delle telecamere del condominio, gli investigatori scoprirono poi come Matvieiev e il suo assassino si fossero dati appuntamento il giorno dell’aggressione per un "chiarimento". Parte civile nel processo era la madre di Roman Matvieiev. La Procura in primo grado aveva fatto cadere la contestazione dell’unica aggravante contestata a Borysyak -la premeditazione: infatti, benché l’uomo si presentò a casa della sua vittima con l’arma in pugno, lo attaccò a seguito di una "provocazione", poiché la vittima si era vantata con lui della conquista di sua moglie con cui aveva una relazione segreta che Borysyak aveva però scoperto.