HomeBolognaCronacaOperaio travolto, chiesti tre patteggiamentiAttilio Franzini fu ucciso dal treno: processo per omicidio colposo. Si procede in abbreviato per la coordinatrice della sicurezza di RfiAttilio Franzini fu ucciso dal treno: processo per omicidio colposo. Si procede in abbreviato per la coordinatrice della sicurezza di RfiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciOperaio travolto e ucciso dal treno: bisognerà attendere il 10 settembre per conoscere la decisione del gup Claudio Paris nell’ambito del procedimento sulla morte di Attilio Franzini, l’operaio 47enne della ditta Salcef che intorno alle 4.30 del 4 ottobre 2024 fu travolto da un treno a San Giorgio di Piano, nel Bolognese, mentre lavorava sui binari assieme ad altri 15 colleghi.
Il processo vede imputate quattro persone, tutte per omicidio colposo: il direttore del cantiere e dirigente della sicurezza della Salcef, il capo cantiere, il tecnico di Rfi incaricato della protezione del cantiere e la coordinatrice della sicurezza di Rfi in relazione ai lavori appaltati alla Salcef. I primi tre hanno chiesto di patteggiare una pena di un anno ciascuno, ottenendo il parere favorevole della Procura, mentre la quarta imputata ha optato per il rito abbreviato condizionato all’audizione di un testimone: per lei la pm Morena Plazzi ha chiesto una condanna a un anno e sei mesi, mentre il suo difensore, l’avvocato Gabriele Bordoni, ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Stando a quanto ricostruito, la notte in cui Franzini fu travolto dal treno sarebbe stato dato il via libera alla riapertura del traffico ferroviario circa un quarto d’ora prima dell’orario previsto, senza avvisare i lavoratori. Oltre a questo, la Procura contesta altre condotte ritenute negligenti e imprudenti, ritenendo, ad esempio, che fossero state predisposte in maniera inadeguata le indicazioni sugli accessi e la viabilità del cantiere, limitandosi a richiamare misure di prevenzione generiche. Nel procedimento è parte civile la Cgil. I familiari di Franzini non si sono costituiti, in quanto sono stati risarciti da Rfi e Salcef. Nella precedente udienza era stato sentito un testimone, il referente della sicurezza di Rfi, cioè la figura incaricata di pianificare prima e verificare poi tutto quello che accade in ambiente Rfi: tutto ruota attorno a un cancelletto che non doveva esserci e invece c’era ed era aperto.








