Morte di Attilio Franzini, travolto dal treno sui binari mentre stava lavorando all’alba del 4 ottobre 2024, c’è la richiesta di tre patteggiamenti – di un anno ciascuno, su cui si sarebbe trovato l’accordo tra le parti –, mentre per la quarta imputata si procede in abbreviato. Ieri l’udienza davanti al giudice Claudio Paris, pm Morena Plazzi.
Verso il patteggiamento, quindi, il direttore del cantiere e dirigente della sicurezza della Salcef, il capo cantiere e il tecnico di Rfi incaricato della protezione del cantiere. La quarta imputata (per cui si procede con rito abbreviato), è la Cse, coordinatrice della sicurezza di Rfi in relazione ai lavori appaltati alla Salcef. "Credo che le indagini abbiano portato ad alcune note evidenti rispetto alle quali la mia assistita risulta completamente estranea ai fatti di quella notte", sottolinea il suo legale, l’avvocato Gabriele Bordoni.
Intanto, nell’udienza di ieri, è stato sentito un testimone: il referente della sicurezza di Rfi, cioè la figura incaricata di pianificare prima e verificare poi tutto quello che accade in ambiente Rfi: tutto ruota attorno a un cancelletto che non doveva esserci e invece c’era ed era aperto. Da quanto emerso gli operai avrebbero usato spesso quel varco.









