<p>È diventato sempre più difficile effettuare scelte relative al proprio portafoglio investimenti, a causa dei fenomeni tecnologici, geopolitici ed economici che stanno accadendo nel mondo.
Tra questi, la guerra in Iran, lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale e le elezioni di metà mandato degli Stati Uniti. </p><p>In una recente analisi di First Trust, si mette in evidenza quella che potrebbe essere una soluzione a questa incertezza: invece di concentrarsi sulle previsioni dei risultati economici nei mesi a venire, gli investitori dovrebbero, piuttosto, analizzare i risultati storici delle aziende, a partire dalla loro capacità di aumentare nel tempo i dividendi nei diversi cicli economici.
In particolare, è importante distinguere tra dividend yield, ovvero il rendimento da dividendo attuale, e dividend growth, la crescita progressiva del dividendo nel tempo, non quanto un'azienda paga oggi, ma quanto è cresciuto il pagamento negli anni e quanto possa essere sostenibile nel tempo. </p><p>I dividendi sono un indicatore di qualità e stabilità, al di la delle tensioni geopolitiche ed economiche: al contrario dell'utile, i dividendi devono essere supportati da un effettivo cash flow; dunque, la loro crescita e distribuzione indica l'aumento di profittabilità, ma anche la convinzione del management, che l'impresa conseguirà risultati positivi anche in futuro. </p><p>Ne consegue che nelle società la crescita dei dividendi è indicatore in primis di resilienza degli utili: questo è possibile per le imprese che, per esempio, operano nei settori con domanda durevole, che non sono influenzati particolarmente dall'inflazione.






