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Le prospettive di pace in Iran sono un toccasana per le aspettative di inflazione e per i debiti pubblici dei Paesi che, come l'Italia, sono fortemente dipendenti dalle importazioni di petrolio e gas. Ma la crescita dei costi energetici rappresenta una sfida importante per il debito pubblico italiano. Tanto più in vista delle elezioni del prossimo anno. Per Roger Hallam, global head of rates del colosso del risparmio gestito Vanguard, sarà complesso che l'Italia possa ambire al rating A nei prossimi mesi. Di conseguenza in portafoglio il credito di alta qualità diventa un'opzione più interessante.

Domanda. I mercati guardano con speranza a una stabilizzazione in Medio Oriente. Quali prospettive per l'inflazione?

Risposta. Tutto dipende dall'esito dei negoziati, ma i segnali attuali sono promettenti. Se guardiamo ai prezzi dell'energia il greggio è sceso sensibilmente e la flessione ha iniziato a spingere al ribasso le aspettative di inflazione. Si tratta di un fattore positivo: aiuterà a raffreddare i prezzi al consumo e a scongiurare un'escalation delle rivendicazioni salariali, che sono la principale fonte di preoccupazione per la Bce. Nell'Eurozona stimiamo un'inflazione in direzione del 3% quest'anno, ma se il petrolio rimarrà su questi livelli o scenderà ancora dovremo rivedere le nostre previsioni al ribasso.