In Mozambico la coincidenza geografica tra ricchezza del sottosuolo e insicurezza strutturale è uno dei nodi centrali per comprenderne la realtà sul campo. Da un lato, infatti, il Paese dispone della terza riserva africana di gas naturale – dopo Algeria e Nigeria – e di alcune delle più importanti miniere di grafite al mondo. Dall’altro, queste risorse si concentrano nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, la stessa in cui opera lo Stato islamico del Mozambico (ISM), gruppo jihadista presente nell’area da un decennio.

Nel Paese convergono interessi esterni, con logiche distinte che spaziano dal controllo della filiera estrattiva alla diversificazione energetica, dalla proiezione securitaria alla cooperazione allo sviluppo. Esaminare il posizionamento del Mozambico nei mercati globali, il nesso tra crescita economica e sicurezza, e le implicazioni per gli attori esterni risulta dunque centrale, con particolare attenzione alla strategia italiana.

Gas e grafite: il sottosuolo mozambicano nei mercati globali

Con 2.800 miliardi di metri cubi di riserve accertate, l’architettura produttiva del Mozambico è articolata su diversi progetti. Coral South di ENI, primo impianto galleggiante per la produzione e liquefazione di gas naturale (o Floating Liquefied Natural Gas, FLNG) in acque profonde africane, è operativo dal 2022. Coral North, per cui ENI ha raggiunto la Final Investment Decision (FID) nell’ottobre 2025 con un impegno di 7,2 miliardi di dollari e una data di avvio prevista per il 2028. Il progetto Rovuma LNG di ExxonMobil, da 25 miliardi di dollari con capacità di 18 milioni di tonnellate per anno, attende la FID entro luglio 2026. TotalEnergies, dopo aver sollevato lo scorso novembre le condizioni di forza maggiore che avevano portato all’interruzione delle attività proprio a causa delle già citate condizioni di insicurezza, ha ripreso i cantieri ad Afungi il 29 gennaio 2026 (pur condizionando la piena operatività alla rinegoziazione di 4,5 miliardi di dollari di costi accumulati durante la sospensione). Le proiezioni di settore collocano il Mozambico tra i tre maggiori esportatori africani di GNL entro il 2029–2030, con un potenziale di ricavi stimato in 100 miliardi di dollari.