Sta scatenando una "caccia mediatica al pedofilo" il caso del ragazzino dodicenne abusato da un uomo di 47 anni nel suo negozio ubicato sul corso principale di Casalnuovo. Il commerciante è accusato di violenza sessuale ai danni di minore e si trova rinchiuso da giovedi sera nel carcere di Poggioreale. Nel frattempo si stanno moltiplicando a dismisura gli interventi su tutte le piattaforme social di tantissime persone che stanno lanciando invettive e minacce all’arrestato. Un caso giudiziario che è diventato anche politico. I componenti di una compagine della locale coalizione di centrodestra, “Casalnuovo in Movimento”, hanno infatti chiesto alla moglie del molestatore, reo confesso, di dimettersi da consigliere comunale. Anna Giannattasio è stata per anni assessore alla sicurezza della giunta di centrodestra che ha retto le sorti della città per oltre un decennio, fino alla vittoria, al ballottaggio del 7 e 8 giugno, del neosindaco di centrosinistra, Giovanni Nappi. Ma nonostante la sconfitta della sua coalizione, Giannattasio è riuscita comunque ad essere eletta in consiglio comunale.

«Pur non attribuendo alla consigliera alcuna responsabilità personale o giudiziaria nella vicenda - scrivono però alcuni candidati della lista Casalnuovo in Movimento - riteniamo che, per ragioni di opportunità politica e per tutelare l'immagine della nostra lista civica e delle istituzioni, sia opportuno che rassegni le dimissioni». Parole che hanno messo a dura prova il già tormentassimo momento che sta vivendo l’esponente politico. «Il padre delle mie figlie - eccepisce, tono sconvolto, Giannattasio - ha confessato agli inquirenti la sua colpa grazie alla mia insistenza. Io poi l'ho lasciato, me ne sono andata a vivere dai miei con le nostre due bambine. Però chiedono le mie dimissioni: ma io quali colpe ho? Non mi dimetto». L’appello In un video pubblicato ieri sui social Anna Giannattasio si è dichiarata «vittima collaterale» di questa storiaccia e ha rivolto un appello «alla fine della gogna mediatica». Donato Laino, avvocato difensore dell’arrestato, sottolinea poi che il suo assistito «ha confessato spontaneamente tutto», che «il dodicenne non è stato preso con violenza» e che « non sono state riscontrate lesioni ». Sempre secondo quanto reso noto dallo stesso Laino, il commerciante avrebbe confessato agli inquirenti anche episodi precedenti di molestie. Ma Laino a questo proposito sostiene che si tratti di «fatti privi di rilevanza penale». Ieri il molestatore è stato interrogato in carcere dal gip del tribunale di Nola, Teresa Valentino, e dal pm Simone Rappucci. C’è rabbia a Casalnuovo. L’arrestato, oltre a fare il commerciante, fino a qualche mese fa gestiva, grazie a un permesso del Comune, una scuola di teatro e svolgeva attività didattiche nelle scuole elementari. Quindi, il raptus. Il ragazzino vittima dell’abuso sessuale era andato a comprare nel negozio del 47enne un regalo per il parroco di famiglia quando è stato preso alle spalle, all'improvviso, dietro il bancone dell'esercizio commerciale. «Mio figlio è stato vittima di un abuso terribile - afferma la mamma del dodicenne - e ora più che mai non voglio che si ribalti la realtà: le vittime di questa vicenda sono mio figlio, i suoi genitori e tutta la sua famiglia».