«Non fermarsi, le opere realizzate vanno immediatamente utilizzate per produrre e consentire ai porti di Napoli e Salerno di diventare ancora di più snodi di primissimo livello nel panorama portuale italiano». I due scali sono stati visitati dal direttore generale porti, logistica e infrastrutture del Mit, Donato Liguori. Una visita istituzionale con dettagliati sopralluoghi in ogni singolo cantiere. «Ecco - ha commentato subito Liguori - un esempio di come la funzionalità delle Adsp non sarà per nulla intaccata dalla riforma, dalla Porti d’Italia. L’Adsp del mare Tirreno centrale ha lavorato benissimo e continuerà nel suo percorso di crescita come tante altre Adsp. La riforma vuole razionalizzare gli interventi, vuole dare al Paese una visione comune della sua portualità. La sfida nel Mediterraneo possiamo vincerla solo se ogni nostro porto, ognuno con la sua specificità, entra in una rete di coordinamento che ci permetta di competere con quelle degli altri Paesi. Non vogliamo - ha sottolineato Liguori - penalizzare o premiare un porto o una Adsp. Vogliamo essere in grado di guardare alle sfide internazionali come un solo sistema portuale Paese».
LA VISITAAccompagnato dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Tirreno centrale Eliseo Cuccaro e dal segretario Giuseppe Grimaldi, Liguori ha voluto conoscere anche i funzionari e i direttori dei lavori, a cui ha chiesto specifiche tecniche e funzionali di ogni singolo intervento finanziato con il Pnrr e con i fondi complementari. La visita è iniziata con un incontro con l’ammiraglio ispettore capo Giuseppe Aulicino, direttore marittimo della Campania, in cui ha ribadito l’importanza del ruolo dell’autorità marittima in porti in continua crescita dei traffici di passeggeri e merci. E proprio quel cambio di paradigma che vede i porti campani scalare continuamente successi nel Mediterraneo ha convinto il governo ad investire tanto su questi due scali. «Il ministro Salvini - ha detto Liguori - verrà ad inaugurare le nuove opere che segnano un punto di svolta complessivo degli investimenti programmati: è in questi porti, infatti, che i tempi sono stati perfettamente rispettati e dove si stanno anche effettuando già i collaudi». Ma non è finita qui. «Vedremo quello che occorre per mettere a regime tutto, intanto posso già dirvi che il porto di Napoli sarà tra quelli dove sperimenteremo un nuovo programma di sicurezza - aggiunge Liguori - in modo che tutte le operazioni di ingresso e in uscita saranno sicure e rapidissime». Poi i cantieri, la diga Duca d’Aosta più lunga di 270 metri, rinforzata dove era stata danneggiata, e illuminata con un pianto che si autoalimenta con i raggi del sole; la nuova darsena di levante grande come sei campi di calcio e con una mega vasca già pronta per inghiottire le sabbie degli escavi. Liguori ha voluto sapere tutto nel dettaglio: spese, tempi, utilizzo. Insomma, alla vigilia del termine del 30 giugno, data fissata dal Pnrr, ha voluto di persona verificare lo stato delle opere infrastrutturali nei porti di Napoli e Salerno, prima tappa di un tour nazionale. Opere che in una prima fase hanno beneficiato di un finanziamento di 361 milioni di euro e che il 22 maggio scorso sono state arricchite di una nuova dotazione di 64 milioni di euro, con un particolare: le opere sono state trasferite dai fondi complementari nazionali a quelli più rigidi del Pnrr. Il 30 giugno è il termine ultimo atteso con timore da tante amministrazioni pubbliche, e per questo l’Adsp competente per i porti di Napoli e Salerno ha potuto far constatare che tutte le opere sono compiute e ultimate in largo anticipo rispetto ai termini contrattuali. I PROGETTIVediamo il dettaglio così come illustrato a Liguori. A Napoli il prolungamento della diga foranea eseguito dall’Rti Deme Fincosit Savarese è ormai una realtà come la nuova diga a cassoni di 270 metri costata circa 60 milioni di euro. Ancora a Napoli la nuova cassa di Vigliena (20 milioni) che potrà ospitare 350mila metri cubi di sedimenti ed il rafforzamento della diga foranea per 850 metri (93 milioni) realizzati dal consorzio stabile grandi lavori con Rcm Costruzioni. Grande soddisfazione di Donato Liguori che ha voluto visitare di persona i tre grandi cantieri di Salerno anche questi completati in anticipo dal Consorzio Stabile Grandi lavori. Parliamo del Nuovo molo Manfredi (127 metri 20 milioni di euro) e delle banchine del Molo di ponente e del Tre Gennaio che sviluppano insieme oltre 900 metri ed hanno assorbito risorse per 110 milioni di euro. Il direttore dei lavori del prolungamento della diga è stato Nicola Salzano, per gli altri interventi Marco Di Stefano. Finito? No. Assolutamente no. Ancora molto di deve fare per il cold ironing e per i colleganti ferroviari e i parcheggi. Liguori si è informato dettagliatamente sui motivi e ha annunciato che convocherà un tavolo per sollecitare più rapidi decisioni da parte della Soprintendenza e del Comune di Napoli per quanto riguarda il collegamento del porto con la rete ferroviaria nazionale. «Il Paese ha investito in Campania, nessuno può fermare i ritorni di questi investimenti. Seguiremo passo passo questi percorsi e vigileremo attentamente a che non vi sia un solo euro sprecato o non messo a frutto».








