La Russia si starebbe preparando ad una possibile “provocazione” verso i Paesi Baltici e la Polonia per mettere alla prova la coesione dell'alleanza militare dei Paesi Nato. A rendere pubblica la notizia sono stati i servizi segreti lettoni lo scorso lunedì. Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Guardian, la decisione presa dal Cremlino potrebbe essere riconducile ai recenti attacchi dell'Ucraina contro obiettivi situati nei pressi di Mosca e San Pietroburgo. Una seconda fonte, proveniente da un altro Paese membro della Nato, avrebbe dichiarato la scorsa settimana che Vladimir Putin starebbe «pianficando qualcosa contro gli Stati Baltici» per mettere alla prova il sostegno degli Stati Uniti nei confronti di alcuni dei Paesi membri più piccoli della Nato in un tentativo disperato di «dare il tutto per tutto» mentre è alle prese con la guerra in Ucraina.
Giovedì sera, nel corso di una conferenza stampa a termine del vertice di Danzica, il Primo Ministro polacco Donald Tusk si è detto preoccupato per l'instabilità della situazione: «In quanto Paesi direttamente esposti a questo rischio, dobbiamo essere pronti», ha aggiunto. L'allarme della Lituania: possibili attacchi ibridi L'intelligence lituana ha affermato che la Russia non sarebbe in grado di aprire un secondo fronte, ma sta comunque valutando la possibilità di sferrare «attacchi ibridi come missili, droni o altre azioni volte a lanciare un messaggio: smettete di sostenere l'Ucraina, o anche voi avrete problemi». Sebbene gli avvertimenti sembrino avere dei collegamenti tra loro, i dettagli a sostegno sono ancora scarsi, suggerendo che potrebbe trattarsi piuttosto di un'azione ben lontana da un attacco su vasta scala.Martedì 7 e mercoledì 8 luglio i Paesi Nato si riuniranno al vertice di Ankara, in Turchia. Ancora incerta la presenza di Donald Trump che più volte si è detto deluso dalla decisione degli alleati europei di impedirgli l'utilizzo delle basi militari per i bombardamenti contro l'Iran.










