“Controlli severissimi. Se davamo la mano ad un fan avremmo dovuto ripetere tutte le procedure di sicurezza. Che erano tante e stringenti”. E’ uno dei ricordi di Jordan Valdinocci, atleta pesarese di kick-boxing, disciplina di cui è stato quattro volte campione del mondo e che ancora detiene il titolo. Anche se da Trump non ci è andato
per combattere, anzi! Parrebbe di rivivere la trama di Rocky: da novello (e più giovane) Paulie Pennino anche lui allena un atleta di Philadelphia, Kyle Daukaus tra i “convocati” alla White House.In occasione del suo compleanno, che coincide con il Flag Day (l’adozione della bandiera USA, il 14 giugno 1777), Trump ha assistito ad uno spettacolare incontro della Ultimate Fighting Championship, lega professionistica di combattimento molto popolare e seguita oltre Oceano.“La Casa Bianca, che ho scoperto un intero complesso, ha fatto da sfondo agli incontri. Quattromila invitati ufficiali fra cui Mark Zuckenberg (fondatore di Facebook, nda) e Tyson Fury (pugile britannico), mentre all’esterno oltre centomila persone seguivano i match da un maxi schermo”. Malgrado per Daukaus la vittoria sia sfumata, il fatto che lui ed il suo italianissimo coach fossero di fronte a Trump, Melania e ai selezionatissimi ospiti è già una vittoria da bacheca trofei.E a questo punto sorge una domanda: Jordan, come hai fatto?






