Un incontro con il sindaco Roberto Gualtieri per chiarire quanto accaduto e "sciogliere ogni dubbio" sulla posizione del Campidoglio sulla tutela delle ex sale cinematografiche. È l'appello lanciato da Valerio Carocci, presidente della Fondazione Piccolo America, che apre un nuovo capitolo nel confronto con l'amministrazione capitolina dopo le polemiche sull'accordo tra Regione Lazio e Comune, per il progetto che prevede la trasformazione dell'ex cinema Metropolitan di via del Corso a Roma in una struttura commerciale: la delibera era stata approvata nel maggio scorso nell'aula Giulio Cesare.
"Chiediamo di incontrarci al fine di chiarire quanto avvenuto martedì notte in merito ad alcuni messaggi che potrebbero aver fatto sentire la Fondazione Piccolo America nell'impossibilità di manifestare la propria libertà di pensiero", ha detto Carocci alludendo ad alcune conversazioni private con i vertici dell'amministrazione.
La richiesta arriva dopo giorni di tensioni, mentre cresce il consenso intorno alla possibile nascita di una lista civica, 'La Roma che non c'è', promossa dal movimento vicino alla Fondazione, in vista delle prossime elezioni comunali.
Alessandro Borghi, Riccardo Scamarcio, Pietro Castellitto, Ken Loach sono solo alcune delle adesioni arrivate dal mondo del cinema e della cultura e che, nelle ultime ore, si sono schierate dalla parte di Carocci e della sua battaglia. "Abbiamo letto - hanno detto gli artisti aderenti all'appello - quanto sta accadendo intorno al Piccolo America e troviamo inaccettabile che si faccia pressione su un singolo individuo, o su una realtà, perché rinunci a esprimere il proprio dissenso politico e sociale verso chi governa, solo per poter continuare a fare il proprio lavoro. E se nascerà una lista che combatte il cemento, gli studentati di lusso, e che non si piega alle volontà di fondi immobiliari, noi saremo al loro fianco. Oggi e domani, perché vogliamo città più umane, non altri squallidi centri commerciali".








