Sono tre i cantieri bloccati tra Castelfranco, Montebelluna e Cordignano per gravi carenze in materia di sicurezza, tra lavori sui tetti senza protezioni e documenti obbligatori mai redatti. Nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione, le irregolarità restano diffuse su tutto il territorio provinciale e riguardano tutti i settori del lavoro. Così, ancora una volta, il bilancio del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei carabinieri di Treviso conferma la presenza di inosservanze gravi, capaci di mettere a rischio l'incolumità di lavoratori e lavoratrici. Nel complesso, in questa ondata di controlli, sono state sospese sette attività, individuati due lavoratori in nero e contestate irregolarità a dodici persone. Le sanzioni complessive superano i 140 mila euro.

EDILIZIA Nel comparto edile le criticità hanno riguardato soprattutto i lavori in quota, che sono anche quelli in cui si verificano più frequentemente gli incidenti più gravi. A Castelfranco Veneto un cantiere è stato fermato perché alcuni operai lavoravano sul tetto senza sistemi di protezione contro le cadute dall'alto. Situazione analoga a Montebelluna, dove un'azienda impegnata nella posa di una guaina operava senza adeguate misure di sicurezza. A Cordignano, infine, un'attività è stata sospesa per l'assenza del Piano operativo di sicurezza, documento fondamentale da redigere prima dell'inizio dei lavori. I controlli, estesi anche ad altri comuni della provincia, hanno fatto emergere ulteriori violazioni: mancata formazione dei lavoratori, assenza del medico competente e dispositivi di protezione individuale non forniti. È soltanto qualche settimana fa il caso di un operaio abbandonato dai colleghi sul tetto di un edificio dopo un infortunio a Istrana proprio con l'intento di evitare provvedimenti da parte dello Spisal. Resta un tema, per i cantieri, anche quello del caldo: i controlli si focalizzeranno anche su questo aspetto. BAR E RISTORANTI Nell'ambito di un'operazione mirata a contrastare il lavoro nero e le violazioni delle norme sulla sicurezza, i militari sono intervenuti in due esercizi pubblici gestiti da cittadini extracomunitari: in entrambi i casi mancava completamente il Documento di valutazione dei rischi, indispensabile per la tutela dei lavoratori. In uno dei locali è stato anche individuato un lavoratore in nero, impiegato come commesso. A Vittorio Veneto la sospensione ha riguardato un ristorante etnico, dove il titolare non aveva predisposto il piano di emergenza ed evacuazione. A Villorba, invece, lo stop è scattato per un bar in cui è stato trovato un altro lavoratore irregolare. Una volta regolarizzata la sua posizione e saldata la sanzione, il bar potrà riaprire.