I ministri dell'Energia dell'Unione europea hanno ottenuto un ruolo più importante nella pianificazione del futuro sistema elettrico del continente, dopo aver lanciato un'intensa campagna politica contro la proposta della Commissione europea volta a esercitare un maggiore controllo sulla rete elettrica dell'UE.
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A Lussemburgo, il 26 giugno, i ministri dell'Energia hanno discusso due questioni politicamente sensibili del piano per il rinnovamento della rete: un nuovo scenario di pianificazione centralizzata per i futuri investimenti nella rete e un ampio sforzo per accelerare le procedure di autorizzazione per i progetti di energia pulita, che di norma richiedono da 5 a 10 anni per essere approvati.
Mentre l'Europa è all'avanguardia nella produzione di energia pulita, fatica a trasportarla a causa di infrastrutture ormai datate. I parchi eolici nel Mare del Nord, i parchi solari nell'Europa meridionale, la produzione di idrogeno e le industrie elettrificate richiedono reti di trasmissione più estese, più intelligenti e molto più interconnesse rispetto all'attuale sistema frammentato.
Per anni la politica energetica europea si è concentrata sull'espansione della produzione da fonti rinnovabili. Ora però il collo di bottiglia si è spostato sulle infrastrutture di rete. Molti analisti sostengono che l'Europa abbia già in cantiere investimenti nelle rinnovabili sufficienti a coprire buona parte della domanda futura, ma non disponga della capacità di trasmissione necessaria per portare l'elettricità dove serve.







