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Un gruppo di neuroni nascosto nell’amigdala può scatenare ansia, comportamenti depressivi e ritiro sociale. E, sorprendentemente, riportare quei neuroni al loro equilibrio è bastato a far regredire questi comportamenti nei topi. È quanto hanno dimostrato i ricercatori dell’Istituto di Neuroscienze di Alicante (centro congiunto del Consiglio Superiore delle Ricerche spagnolo (CSIC) e dell’Università Miguel Hernández di Elche) guidati da Juan Lerma, in uno studio pubblicato sulla rivista iScience.
Il bersaglio della ricerca è l’amigdala, la regione che governa emozioni come la paura e l’ansia. Già si sapeva che fosse coinvolta in questi stati, ma il gruppo di Lerma ha individuato qualcosa di più preciso: una specifica popolazione di neuroni la cui attività squilibrata, da sola, è sufficiente a innescare comportamenti patologici. «Abbiamo identificato neuroni il cui solo malfunzionamento basta a generare questi comportamenti», spiega il ricercatore.
L’esperimento
Per capire come hanno lavorato i ricercatori conviene partire dall’idea di fondo: nel cervello, i neuroni che eccitano devono restare in equilibrio con quelli che frenano. Quando questo bilanciamento salta, compaiono i problemi.






