Se pensavate che il 2028, ovvero l'anno in cui si prevedeva un calo dei prezzi della memoria, fosse ancora lontano, purtroppo non ci sono belle notizie. Parliamo al passato perché, a quanto pare, la crisi si protrarrà perfino oltre quell'anno e come potete immaginare i "colpevoli" sono ancora una volta i colossi dell'IA.
Micron, infatti, ha annunciato una nuova serie di accordi strategici con i principali clienti. Come riporta The Register, l'azienda ha sottoscritto 16 contratti di fornitura a lungo termine, sia per la memoria DRAM che per quella NAND, la maggior parte dei quali coprirà il periodo compreso tra il 2026 e il 2030, con l'obiettivo di garantire capacità produttiva e maggiore prevedibilità sia per i clienti sia per il produttore.
Il dato più rilevante riguarda il valore economico dell'iniziativa. Secondo Micron, 14 dei 16 accordi assicurano una base minima di ricavi contrattualizzati pari a 100 miliardi di dollari, calcolata sulla base dei volumi e dei prezzi minimi previsti. La società ha anche comunicato che i clienti hanno già depositato 22 miliardi di dollari per assicurarsi la fornitura.
La struttura dei contratti introduce un modello più rigido rispetto al passato. Ogni accordo prevede infatti l'acquisto di quantità prestabilite di memoria all'interno di una fascia di prezzo che comprende un valore minimo e uno massimo. Il prezzo minimo garantisce a Micron margini lordi definiti dall'azienda superiori ai migliori risultati ottenuti nei precedenti cicli del mercato, mentre il tetto massimo protegge i clienti nel caso in cui le quotazioni della memoria aumentino oltre determinate soglie.













