Ogni famiglia italiana convive in media con tre abbonamenti tra streaming e Pay TV, ma una quota consistente di quei servizi resta a prendere polvere. Lo certifica un'indagine commissionata da Facile.it all'istituto di ricerca mUp Research, condotta a marzo 2026 su un campione di 1.001 individui rappresentativo della popolazione adulta tra i 18 e i 74 anni.

Il tema torna d'attualit� con l'estate dei Mondiali di calcio, che quest'anno si giocano senza la nazionale italiana. Molti tifosi stanno gi� valutando come organizzarsi per seguire almeno in TV i prossimi tornei, e tra sport, serie e film a pagamento la mappa delle sottoscrizioni attive si fa sempre pi� affollata.

Il punto di partenza � la diffusione, ormai capillare. A possedere almeno un abbonamento � l'82,4% dei rispondenti, una percentuale gi� altissima che sale oltre quota 90 in due sottogruppi: il 91,5% nella fascia 25-34 anni e il 91% nelle famiglie con figli minorenni. Lo streaming a pagamento, insomma, � entrato stabilmente nelle case soprattutto dove ci sono giovani adulti e bambini.

L'utilizzo, per�, resta in larga parte domestico. Quasi l'86% dei titolari dichiara di sfruttare il servizio solo all'interno del proprio nucleo familiare, mentre 800mila persone ammettono di condividerlo con altri. La spartizione segue traiettorie diverse: 600mila lo dividono con familiari non conviventi, 80mila con amici o vicini di casa e, dato curioso, 120mila con persone che non conoscono affatto. Un comportamento che racconta la ricerca di un risparmio spinto, in un periodo in cui i listini dei servizi pi� popolari hanno conosciuto rincari ripetuti.