Con una campagna elettorale volutamente assurda e autoritaria, un dipendente della della Banca centrale europea ha cercato di mettere alla prova la tolleranza dell’istituzione verso il dissenso. Il risultato è stato un richiamo formale e accuse di aver danneggiato i valori europei. Il caso si inserisce in tensioni già esistenti tra management e lavoratori. E rilancia il tema della libertà di espressione

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