Vendite sul comparto tecnologico europeo, con St in calo del 2,4% a 65 euro a Piazza Affari (-1,1%), in una seduta appesantita dai timori che il rialzo dei prezzi dei chip di memoria - dovuto ad AI e data center - finisca per incidere sulla domanda. Il movimento si estende al resto del settore: a Francoforte Infineon perde il 2,6% a 79,89 euro, mentre ad Amsterdam Asm cede il 2,5% a 966 euro e Be Semiconductor il 1,7% a 284 euro. Lo Stoxx Europe 600 Technology cede complessivamente circa l’1%. A pesare è anche le indiscrezioni riportate ieri dal New York Times secondo cui OpenAI potrebbe rimandare la sua attesa Ipo al prossimo anno. Il titolo di SoftBank - tra i principali investitori nella società di Sam Altman - ha perso oltre il 12% a Tokyo (Nikkei -4,1%) a seguito della notizia.

Aumento prezzi per Apple

L’altro catalizzatore delle vendite arriva dagli Stati Uniti, dove Apple ha annunciato ieri aumenti dei prezzi su diverse linee di prodotto, alimentando il timore che la scarsità di memoria e storage possa trasformarsi da sostegno ai produttori di chip a freno per l’intera filiera. In Asia il contraccolpo è stato immediato, mentre Wall Street ha iniziato a rivedere l’idea che il rally dei semiconduttori sia automaticamente positivo per tutto il comparto AI. Oltreoceano, infatti, le Big tech «ultimamente stanno soffrendo dal punto di vista tecnico per via delle valutazioni sicuramente eccessive e la concentrazione di capitali enorme su pochi titoli, che risultano imparagonabili al resto del mercato finanziario», riflette David Pascucci di Xtb.