Edifici anche di quindici piani collassati uno sull’altro. Piani come strati di una torta millefoglie che diventano una trappola per chi cerca di scappare. Nelle immagini che arrivano dal Venezuela devastato da una doppia scossa di terremoto sono ormai una costante.

Negli Usa li iniziano a chiamare “pancake building”, perché le case che crollano su se stesse, con i pilastri e i muri portanti sbriciolati, sembrano proprio una torre delle frittelle tipiche della colazione americana. Ma non c’è nulla di dolce, perché sono trappole: i piani collassano rapidamente uno sull’altro, non lasciando il tempo di uscire alla gente che cerca di fuggire. In più difficilmente si creano delle nicchie in cui ripararsi in attesa dei soccorsi.

Analizzando le immagini che arrivano da La Guaira e confrontandole con quelle precedenti al momento del crollo, la Cnn ha identificato almeno quindici edifici con le medesime caratteristiche. “In una situazione del genere – dice all’emittente nordamericana il professore dell’Università centrale della Florida Necati Catbas – anche i soccorsi sono molto difficili e sono necessarie squadre altamente specializzate, perché è altissimo il rischio di nuovi crolli”. E si apre il dibattito sul perché in altri Paesi come Cile, Messico o Giappone, che anche nel passato recente hanno affrontato eventi sismici di pari o anche superiore intensità, non sia successo nulla del genere. O in ogni caso, non in così ampia scala.