Dopo la fine degli aggiornamenti di Destiny 2, i tanto temuti e ampiamente previsti licenziamenti sono purtroppo arrivati. Bungie ha annunciato quella che il comunicato affidato a X definisce una reduction in force, senza fornire alcun numero ufficiale. Insieme ai dipendenti lascia il proprio ruolo anche il responsabile dello studio, Justin Truman.

Dei numeri però possiamo darli e restituiscono la dimensione del disastro. Paul Tassi, giornalista che segue da sempre l’universo di Destiny per Forbes, stima sulla base di fonti confermate oltre quattrocento posizioni cancellate, intorno al 50% dei dipendenti rimasti. Solo pochi anni fa lo studio ne contava ancora circa milleseicento. Quel che resta lavora ora quasi soltanto a Marathon, lo sparatutto che doveva rilanciare l’azienda e che non ha mai trovato un pubblico.

La parabola finanziaria è la parte più imbarazzante. Sony ha comprato Bungie nel 2022 per 3,6 miliardi di dollari, una valutazione giudicata gonfiata fin dal primo giorno. Da allora ha già messo a bilancio svalutazioni per 765 milioni di dollari, di cui 565 nel solo trimestre chiuso a marzo 2026, e il direttore finanziario ha lasciato intendere che non saranno le ultime. Una valutazione ufficiale ancora vicina ai tre miliardi ha del surreale, perché l’unico asset capace oggi di generare ricavi è proprio Marathon.