Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
30 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:56
A Crans-Montana il processo sull’incendio del locale Constellation, che ha causato 40 morti e 116 feriti, si arricchisce di nuovi elementi. A smentire la linea difensiva di Jessica Moretti, proprietaria del club, sono immagini pubblicate e poi cancellate dai social del locale, che mostrerebbero un uso estremamente disinvolto delle fiaccole decorative, le cosiddette “fontane magiche”. Le foto — come riporta il Messaggero — ritraggono giovanissimi clienti con le fiaccole accese in bocca durante le feste. Le immagini sarebbero state rimosse poche ore dopo l’incendio, divampato proprio in relazione all’uso di questi dispositivi pirotecnici. Un dettaglio che contrasta con le dichiarazioni della titolare, che negli interrogatori ha più volte parlato di rispetto delle regole di sicurezza e di un evento definito “inspiegabile”.
In aula, Moretti ha spiegato che le fiaccole venivano normalmente trasportate “in una ciotola che contiene cubetti di ghiaccio e acqua”, oppure recuperate direttamente dal bar. Ha aggiunto che il personale doveva prestare attenzione a capelli, giacche, legna, tavoli, perché le fontane “rimangono calde”. “L’istruzione principale era di recuperarle”, ha detto, sottolineando che non dovevano venire a contatto con le persone. Alla domanda della procuratrice Béatrice Pilloud, lo scorso 21 gennaio, sulle distanze di sicurezza, Moretti ha ribadito: “Sì, hanno preso precauzioni. Cyane — la cameriera deceduta che ha innescato involontariamente l’incendio — le portava nelle bottiglie da quattro anni ed era sempre attenta. Avevo dato istruzioni di non avvicinarsi troppo alle persone, ai divani e ai tavoli, perché rimanevano calde e potevano danneggiare l’attrezzatura”.








