La Farnesina: "Verifiche". I connazionali sono 160mila
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Il devastante terremoto dell'altra notte ha sconvolto la numerosa comunità italiana in Venezuela. Due scosse ravvicinate e violente oscillazioni hanno seminato paura e distruzione: La Guaira, nel nord del Paese, appare come bombardata e l'aeroporto Simón Bolívar di Maiquetía è chiuso. Comunicazioni difficili, blackout elettrici e servizi a terra compromessi hanno reso ancora più angosciante la notte per migliaia di famiglie italiane, già provate da anni di crisi e da un regime che ha costretto quasi un terzo di loro ad andarsene. In Venezuela si stima che vivano oltre un milione e mezzo di oriundi, con circa 160mila nostri concittadini registrati all'Aire: una comunità storica che oggi vive ore di vero terrore e incertezza, con il cuore stretto dalla preoccupazione per parenti, amici e per un Paese che considerano anche casa loro. Due cittadini italovenezuelani risultano dispersi, lo rende noto la deputata italovenezuelana Mariela Magallanes. Secondo le informazioni diffuse, Vitito Giorgini e suo padre Alberto Giorgini si trovavano nell'edificio crollato Nautilus a Catia La Mar, nello Stato di La Guaira.










