L'epidemia di ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo continua a la sua corsa, diffondendosi oltre i confini nazionali, con casi confermati anche in Uganda. A lanciare l'allarme è oggi un nuovo studio pubblicato su The Lancet Infectious Diseases dagli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo cui il raro virus ebola Bundibugyo, responsabile del focolaio scoppiato all'inizio di aprile scorso, potrebbe raggiungere anche il Sudan del Sud. Sebbene gli esperti considerino elevato il rischio di diffusione nella regione, al momento ritengono quello su scala globale ancora basso. Nel frattempo è appena stato confermato in Europa il primo caso importato di ebola dall’inizio dell’attuale epidemia.Il ceppo di ebolaL'epidemia di ebola, ricordiamo brevemente, è causata dal ceppo Bundibugyo, una delle diverse varianti del virus. Identificato per la prima volta durante un'epidemia nel 2007 nell'Uganda occidentale, questo virus tende ad avere un tasso di mortalità leggermente inferiore ed è meno trasmissibile rispetto al più noto ceppo Zaire, responsabile della devastante epidemia dell'Africa occidentale del 2014-2016. Tuttavia, Bundibugyo causa comunque una grave febbre emorragica e, inoltre, al momento non esistono vaccini autorizzati specifici contro questo ceppo. Per questo motivo, le misure di prevenzione e controllo, come l'isolamento dei casi e il tracciamento dei contatti, sono essenziali per arrestarne la diffusione.Gli ultimi dati dell'epidemia di ebolaUfficialmente dichiarata a metà maggio scorso, l'attuale epidemia di ebola è iniziata all'inizio di aprile nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo gli autori del nuovo studio, tuttavia, sarebbe stato proprio questo ritardo di 6 settimane tra il primo caso stimato e la conferma ufficiale a far sì che il virus si sia diffuso inosservato all'interno delle comunità in una regione già fortemente vulnerabile. Secondo gli ultimi dati disponibili, aggiornati al 24 giugno 2026, sono stati confermati 1.118 casi di laboratorio, inclusi 291 decessi, nelle zone colpite nella Repubblica Democratica del Congo.Uganda e Sudan del SudIn Uganda, invece, sono stati rilevati 20 casi confermati di ebola e 2 decessi, 5 dei quali hanno coinvolto gli operatori sanitari. Alcuni di questi sono stati importati dalla Repubblica Democratica del Congo, mentre altri sono stati associati a eventi di trasmissione locale, suggerendo quindi che il virus ha già iniziato a circolare nel Paese. Secondo le proiezioni del nuovo studio, tuttavia, il Sudan del sud sarebbe la priorità più urgente in termini di preparazione, stimando una probabilità di quasi il 70% che almeno un caso arrivi nel Paese entro le 12 settimane previste dal modello. “Il controllo costante rimane comunque il principale fattore determinante del rischio regionale: l'importazione in Uganda è già avvenuta e il Sud Sudan deve continuare a rafforzare la prevenzione e il controllo delle infezioni, la capacità di risposta rapida e la sorveglianza transfrontaliera”, scrivono gli autori nello studio, precisando che queste proiezioni vanno interpretate non come previsioni puntuali, bensì come strumenti utili per orientare la preparazione dei sistemi sanitari.Il caso in EuropaNel frattempo, il 24 giugno scorso il Ministero della salute francese ha segnalato il primo caso importato di ebola in Europa dall'inizio dell'attuale epidemia. Si tratta di un paziente rientrato da una missione umanitaria in una delle aree della Repubblica Democratica del Congo, immediatamente ricoverato in una struttura specializzata. Secondo le autorità sanitarie, il paziente è in condizioni stabili e sono già state attivate tutte le procedure previste per il tracciamento dei contatti. Nonostante questa notizia, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) continua a valutare il rischio di infezione come basso per i residenti europei e i viaggiatori nelle aree di trasmissione attiva, e molto basso per la popolazione europea in generale, purché rimangano pienamente operative le misure di sorveglianza, individuazione precoce dei casi, isolamento dei pazienti e trattamento tempestivo.
Cresce l'allarme in Africa per l'epidemia di ebola e in Europa arriva il primo caso importato
Si tratta di un paziente rientrato in Francia dalla Repubblica Democratica del Congo. Gli esperti ritengono comunque basso il rischio di diffusione dell'epidemia su scala globale








