Nuovo passaggio giudiziario nell’inchiesta sull’omicidio di Alessandro Venier, il 35enne ucciso e fatto a pezzi lo scorso luglio nell’abitazione di famiglia a Gemona del Friuli. I difensori della madre, Lorena Venier, hanno impugnato davanti al Tribunale del Riesame di Trieste l’ordinanza con cui il Gup di Udine ha respinto la richiesta di sostituire la custodia in carcere con gli arresti domiciliari.
A rendere noto il ricorso sono gli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua, legali della donna, che aveva confessato il delitto, commesso assieme alla nuora. Secondo la difesa, la decisione del giudice non avrebbe valutato adeguatamente una serie di elementi ritenuti favorevoli alla posizione dell’imputata.
La linea della difesa
Per i legali, l’ordinanza impugnata non terrebbe conto di circostanze sopravvenute e già emerse nel procedimento, a partire dalla confessione resa da Lorena Venier e dal contributo fornito all’accertamento dei fatti. La donna, sostengono i difensori, non avrebbe assunto atteggiamenti reticenti, ostruzionistici o manipolativi durante le indagini.Elementi che, secondo gli avvocati, avrebbero un peso decisivo nella valutazione della pericolosità sociale dell’imputata e nella possibilità di applicare una misura meno afflittiva rispetto al carcere.






