GEMONA (UDINE) - Formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Mailyn Castro Monsalvo e Lorena Venier, le due donne ritenute responsabili dell'omicidio di Alessandro Venier, 35 anni, il cui corpo venne ritrovato fatto a pezzi e nascosto in un bidone riempito di calce viva a Gemona del Friuli. Sarà il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Udine a decidere, l'8 giugno prossimo, se mandare a processo rispettivamente la compagna e la mamma del 35enne.
La ricostruzione Secondo la ricostruzione degli inquirenti, suffragata dalla confessione della Venier, Alessandro sarebbe stato ucciso all'interno dell'abitazione di famiglia a Gemona: prima sarebbe stato sedato, poi sottoposto ad alcune iniezioni di insulina, quindi soffocato con un cuscino e alla fine anche strangolato coi lacci degli scarponi da montagna. Dopo il delitto, il corpo sarebbe stato smembrato dalla sola madre della vittima e nascosto in un contenitore colmo di calce viva con il presunto obiettivo di accelerarne la decomposizione e liberarsi in seguito dei resti.







