L’unità del lavoro con l’intelligenza artificiale non è più la singola domanda fatta a un chatbot, ma il compito delegato a un agente che opera per minuti o ore, usa strumenti, consulta ambienti diversi e torna con un risultato. OpenAI descrive questa transizione come il passaggio da interazioni brevi e autosufficienti a lavori “long-horizon”, cioè estesi nel tempo e più vicini ai processi reali delle imprese.Secondo lo stesso testo, dentro OpenAI il cambiamento è stato molto rapido. Fino ad agosto 2025 ChatGPT restava lo strumento di lavoro predefinito, mentre Codex assorbiva meno del 10% dei token medi per dipendente. A giugno 2026, scrive l’azienda, Codex è diventato lo strumento primario in tutti i reparti, compresi legale e recruiting, e vale il 99,8% dei token di output generati internamente ogni settimana. Sempre secondo OpenAI, il 97,9% degli utenti interni attivi su 28 giorni usa Codex.Il dato va letto con cautela, ma il segnale economico è netto: quando un’impresa tecnologica sostituisce il chatbot generalista con agenti specializzati per quasi tutto il lavoro quotidiano, sta dicendo che il valore non si misura più solo nella qualità della risposta, ma nella capacità di eseguire, coordinare e chiudere task. È un cambio di prodotto, ma anche di organizzazione del lavoro.Indice degli argomenti:
OpenAI Codex e agenti AI: come cambia il lavoro aziendale - AI4Business
OpenAI porta Codex oltre il coding: cresce l’uso di agenti AI per il lavoro, in ufficio, tra produttività, nuovi ruoli e rischi operativi











