Bologna, 26 giugno 2026 – La casistica dei rifiuti abbandonati accanto ai cassonetti o di quelli speciali che necessitano uno smaltimento particolare è sconfinata. Basta farsi un giro soprattutto nelle località di provincia per verificare che la maleducazione è molto diffusa. Succede spesso quindi significa che molti cittadini confidano nell’impunità. Ma le contravvenzioni e le denunce vengono fatte?
Paolo Guerri
Risponde Beppe Boni
La maleducazione e la malafede sono diffuse e dure a morire. I controlli vengono fatti, ma non è possibile dislocare agenti ovunque. La soluzione (già in vigore) per individuare gli sconsiderati del pattume è installare telecamere nei punti strategici. Una scelta già operativa, ma evidentemente vista la dimensione del fenomeno bisogna allargarla il più possibile. Ed è fondamentale anche la collaborazione dei cittadini, perché sono essi gli occhi principali sul territorio. Le contravvenzioni e le denunce ci sono. Basta sfogliare all’indietro la cronaca recente. Alcuni giorni fa alla Barca e alla Bolognina sono stati denunciati due piccoli impresari edili che avevano scaricato abusivamente pietrisco e altri materiali inerti. Alcuni cittadini hanno segnalato alla Polizia locale i due rispettivi furgoni e gli agenti sono risaliti ai conducenti e quindi alle aziende. E’ scattata la denuncia alla Procura ed è emerso inoltre che entrambi i titolari non erano in regola con le autorizzazioni necessarie per la gestione dei rifiuti. Le pene in questo caso vanno dai 3 mesi a un anno con multe da 2 a 27 mila euro. Idem recentemente a Zola Predosa dove un individuo scaricava regolarmente in un campo i sacchi di pattume. Anche qui grazie alla segnalazione dei cittadini il furbetto non l’ha fatta franca ed è stato pizzicato. Guai anche per la titolare di un’officina a San Giorgio di Piano che stoccava rifiuti anche pericolosi sul terreno.









